Le prime imprese di Carlo Magno re in esilio

"I fratelli Napoli manovrano i pupi da dietro il fondale"

51° Festival di Morgana

Sabato 21 novembre_ore 21.15

Domenica 22 novembre_ore 18.00

Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli (Italia)

Copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli

Tutta la magia di una fiaba cavalleresca nello spettacolo dei Fratelli Napoli, pupari di razza, che attingono all’antico testo della chanson de geste francese Mainet e alla sua versione francoveneta intitolata Karleto, della seconda metà del XII secolo.

Lanfroi e Olderigi, fratellastri di Carlo nati da madre magonzese, assassinano il loro padre Pipino e costringono il giovane Carlotto a fuggire. Secondo queste narrazioni, Carlo assume l’appellativo di “Magno” non per la sua grandezza, ma semplicemente perché è stato concepito dai genitori nel bosco sulle rive del fiume Magno. In compagnia del suo balio Morando di Riviera, Carlo va in esilio nel regno musulmano di Spagna e, sotto il finto nome di Mainetto, diventa servitore di coltello alla mensa del re Galafro e dei suoi figli.
La principessa Galerana s’innamora di Mainetto venendone ricambiata, ma il possente imperatore Bramante d’Africa la pretende in sposa, assedia Saragozza perché ricusato e dal suo generale Polinoro fa prendere prigionieri  re Galafro, i suoi tre figli Marsilio, Balugante e Falserone e Morando, che si è dato il nome di Ragonese.
Galerana fa cavaliere Mainetto, questi uccide Polinoro e s’impadronisce così della pregiata spada Durlindana. Affronta poi Bramante, tagliandogli la testa e liberando i prigionieri. Galafro, grato, lo nomina capitano generale dei suoi eserciti, suscitando l’invidia dei tre figli Marsilio, Balugante e Falserone.
Con l’aiuto di Uggieri il Danese, diventato fraterno amico di Carlotto, lui e Morando scampano alla congiura ordita contro di loro dai tre fratelli spagnoli e con Galerana ritornano in Francia per riconquistare il trono. Insieme ai baroni rimasti fedeli a Pipino, Carlo marcia contro i fratellastri usurpatori. Nel corso di una memorabile battaglia di Parigi, anche i cittadini, esasperati dal malgoverno dei parricidi, si schierano con Carlo Magno, che riacquista il trono, grazie anche al valore del suo futuro cognato Milone d’Anglante.                                                                                          

Compagnia arte pupi Fratelli Napoli                                                                               

Rappresenta l’antica e famosa tradizione dell’opera dei pupi catanese. Don Gaetano Napoli fondò la compagnia nel 1921, affidandola successivamente ai tre figli Pippo, Rosario e Natale. I Napoli, oltre a proporre spettacoli con recita a soggetto, rappresentano testi basati sulla tradizione degli antichi canovacci nei quali una moderna drammaturgia dell’Opera dei Pupi riesce a tener conto delle regole tradizionali di messinscena. Sulla base di codici tramandati da padre in figlio, il sentimento si fa gesto, comunicazione, arte. Le scene, le armature, i costumi, i suoni e quella “improvvisazione”, che non è mancanza di preparazione, bensì essenziale momento artistico, contribuiscono ulteriormente alla creazione del rapporto pubblico-attore e della particolare magia teatrale che sono caratteristiche fondamentali dell’Opera dei Pupi.

___________

" "